Lesioni Liliana

“Buonaseera!” Mi saluta dall’alto così solare che strugge i residui funerei dell’appartamento precedente sul pianerottolo a mezz’altezza, tra le due rampe a ginocchio delle scale, dove mi fermo: “Ciao! Posso?”
“Certo, vieni, vieni. T’aspettavo. Non m’ero mica dimentiata, sai?”
“Come stai?” Appena dentro.
“Bene, ho messo a letto i bimbi che m’hanno preso tutti e tre l’influenza e i pidocchi a scuola, e te?”
“Bene. Forse un po’ accaldato. Ci sono ancora i pidocchi?”
“Macché scherzi!? Vai, compra gli sciampi…Poi gl’è un caldo, con questo tempo ‘un ci si ‘apisce nulla; che lo vuoi il bicchier d’acqua, oggi?”
“Sì, dai! Se ce l’hai, sempre fresca, grazie.”
“Tu lo sai, noi si beve quella della ‘annella. Me lo dico sempre di mettere una caraffa ‘n frigo per l’architetto.”
“Va bene lo stesso.”
“Ma questa volta me lo so’ riordata! T’ho belle preparato lo sgabello in camera, se tu ti voi avviare…” Mentre va a prendermi l’acqua.
“Allora, m’avvio?”
“Vaivai, vai tranquillo; io arrivo subito.”
Senza agitarmi troppo in un attimo ho fatto.
“Che si muove qualcosa?” Comparendo con l’acqua.
“Sì, il solito, più o meno.” Bevo.
“Oh mamma! Ho belle visto come va a finire: tanto ci s’ha du’ spese e via ‘n questo ‘ondominio! Poi, tra i figlioli, l’affitto, il campeggio.”
“Già! Era freschissima, grazie. Cosa ci diciamo Liliana?” Caricandomi la borsa sulla spalla.
“Felice Luglio.”
“Esatto.”

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5 thoughts on “Lesioni Liliana

  1. Nessun seguito lavespista, ma il precedente Lesioni Landini, più chiaro:

    E’ il tentativo di fotografare attraverso il mio dialogo con Liliana attentamente ricostruito, se pur ridotto al minimo, un mondo e un modo di parlare.
    Venendo a chiarire il contesto e la circostanza, nell’ambito di un incarico professionale ho effettuato per un anno il monitoraggio delle lesioni manifestatesi in un condominio popolare e finalizzato a determinarne le cause, entrando nelle famiglie e stabilendo relazioni, seppur contestuali. Ogni mese facevo il giro: suonavo il campanello di ciascun condomino che aveva cretti in casa, tiravo fuori dalla borsa lo strumento (deformometro), salivo su una sedia e prendevo la misura della distanza tra i due maschi murari separati dalla lesione per rilevare le caratteristiche del cinematismo nel tempo e annotavo su un foglio le due letture; A orizzontale, B verticale. Salutavo e me ne andavo. Benvenuta 🙂

  2. Pingback: Lesioni Landini « odinokmouse

  3. Bella foto! La circostanza professionale potrebbe essere diversa; provo ad immaginarti con un altro abito, un’altra attrezzatura… La signora Liliana non perde un grammo della sua autenticità.

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