l’orad’aria

Un lago era d’aria e sopra assenza,
fondo limoso, lava.
Graffi di uccelli inesplose meteore contro il muro di cielo che
mancava.
Piatto di ferro saldato al sole a fiamma
e la via curva,
coincidente con il percorso della totalità.

L’ora non c’era.

Bassa frequenza di una lunga corda rilasciata sarà sisma,
decollo di un volo o tuono che risuona il sonno.

L’aria si alza e viene l’ora.

Affonda la lava,
d’acqua il lago d’aria si fa per condensa.
Fonde il cordone l’onda alla circonferenza e scivolano
la luna sul sole, gli uccelli sul celeste.

L’ora è per aria.

Isotropico il flusso dell’amore lucido ordina strati spostati di esistenza.

Si specchia su corpi neri lasciandoli gelidi.
Sul volto non muove ombre
non cola cera
non fa fumo una candela al centro di un angolo solido.

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13 thoughts on “l’orad’aria

  1. Come al solito non ci capisco nulla, che sensibilità per la poesia ne ho come una scarpa in un pollaio;

    però mi piace moltissimo: è larga, metafisica, mi trasporta nella stessa dimensione della musica e della matematica, perciò mi smuove e non mi scalda, così aliena. E un’entropia al contrario, una fusione a freddo.
    Mi racconta una storia, una storia lontana, tanto lontana da sembrarmi sognata.

    • Grazie, senti la mia, Lillo! Non ti scalda come non scalda l’amore lucido, razionale, matematico, che produce un bene non mosso dall’istinto della procreazione, realmente altruista, consapevole, non passionale; non quello direzionale di coppia a lume di candela, l’altro che è un flusso che si misura in Lumen (integrazione dell’intensità di una candela in tutte le direzioni comprese allo steradiante unitario) che deriva dalla fredda ragione, dal gelido calcolo di cosa è meglio per tutti per uscire da questa eclissi. Gli effetti producono un rombo che trasforma un pianeta primitivo con gli strati spostati, nel nostro. Basta che l’aria si alzi e riparta il tempo e tutto trasli di un posto.

  2. ok la verità…mi sono mmaginata il cortile dove facevano prendere aria ai prigionieri di Alcatraz, mi sono immaginata la baia al posto del lago ed in effetti quando l’ora non è il lago/baia è aria e quel fluido d’amore che non ha una direzione prestabilita riesce comunque ad ordinare strati di esistenze che si sono spostate altrove…mi hai fatto pensare ai dettagli, a quello che sognamo e a quanto sia immenso il momento in cui l’immaginato sfiora anche solo per un ora la realtà e produce stupore.
    Ecco. ciao

  3. Prigione mentale sì, ma anche planetaria, comunque umana. L’amore tremendo che non scalda nemmeno i corpi neri, si riflette altrove. Un BigDong 🙂 intorno a 30 Hrz.

  4. Mi è venuto in mente, leggendo questa poesia, M.Bulgakov: uova fatali. All’inizio del racconto si descrive la formazione, per una serie di eventi casuali, di un raggio di luce rossa che ha proprietà straordinarie. Per caso questo raggio batte sul vetrino che il professore sta esaminando al microscopio; subito lo nota ed osserva con attenzione ciò che avviene ” tutta la scienza e l’esperienza di una vita era, in quel momento in quell’occhio” cito a memoria, approssimativamente. Così nella tua poesia c’è tutta la sensibilità delle tue conoscenze. Ma c’è anche sofferenza, senza speranza, con il freddo distacco di chi ha perso ogni speranza. Si passa dall’attesa, senza tempo, anzi a tempo sospeso, in una realtà dove non c’è entropia. ma solo morte, al momento in cui compare il tempo e con esso l’ordine. Ma è un ordine inutile, senza senso, senza gioia, continua a dominare l’acre puzzo di morte. L’ordine è prodotto dall’amore, ma è un amore morto, frutto di giustizia isotropica, quella di coloro che pagavano la decima sulla menta e sul finocchio, e poi ingoiavano il cammello. Non scalda, non muove, stratifica solo ciò che esiste, in un catalogo funereo, immobile.
    Fortuna che dura solo un ora!
    No, rifiuto quest’aria, anche per un ora.
    L’aria la voglio respirare a pieni polmoni, un aria fresca, pulita, che riempie i polmoni e guizza in tutte le cellule, nei pensieri. Un aria che illumina, scalda, infonde energia.
    Diciamo che hai scritto una poesia che si potrebbe intitolare ” la condizione umana, oggi”.
    Ora però scrivine un altra ” una vita d’aria “

  5. Le mie intenzioni sono un po’ distanti dalla tua interpretazione, ma è stato interessante leggere il tuo commento, grazie, Giuseppe. Mi ha fatto piacere.
    Può capitare nella vita un evento anche traomatico – aggiungo alla mia prima risposta a Lillo – che ti permette di vedere le cose con una nuova lucidità fondata sull’altruismo freddo, non passionale, bensì frutto della ragione. L’altruismo che sposta le cose, che compie lavoro, che risulta da un calcolo in cui l’io sta dietro la virgola o vale un altro numero. Non l’amore relazionale illuminato da una calda candela di cera e sostenuto dall’ormone, ma dal flusso del pensiero che irradia in tutte le direzioni i suoi effetti. Accade un evento che ti fermi a pensare e inizia il tempo di un’esistenza scandita dalla ricerca del sapere e dal dare, affinché la materia come i valori tornino al loro posto, quello voluto dalla logica dell’amore e dalla natura.

  6. Il raffronto con la condizione umana è senz’altro cercato come quello con l’umanità; vuole essere planetaria 😀 Comunque è vero che in questo momento ho la visione di un mondo nell’ombra di una eclissi, forse è solo un periodo, e sogno una vibrazione che sposti la luna.

  7. Non ci ho capito molto neanch’io, malgrado la tua esauriente spiegazione alillopercaso, però le frasi hanno un andamento ben ritmato e creano immagini di forte impatto emotivo!

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