Oddio che noia

Parto dal presupposto che Dio non esista e che l’uomo sia la forma di vita più evoluta in uno dei tanti pianeti abitati del Cosmo; parto dal presupposto che ci è dato conoscere, esprimendo di proposito una contraddizione. Lo capisco bene quando guardo il mio cane, del tutto simile a me persino nei sentimenti, cui mancano due cose che hanno portato alla sostanziale differenza che ci distingue e al nostro predominio: le mani per lavorare i pensieri, l’intelletto per elevarsi e sublimare, tanto da sentirsi dissociati dai gradini più alti della scala evolutiva. Un’entità del tutto a parte, l’uomo, che invece è superiore ma non sostanzialmente diverso: posto in palese continuità con altre forme viventi. E’ un animale che cerca di dimenticare di esserlo facendo solo una gran confusione, comportandosi come belva quando non dovrebbe, rubando, accaparrandosi denaro e potere…incapace di essere libero e istintivo quando non serve altro.

Il sesso ci sta come la fotosintesi agli alberi, come la digestione al corpo, l’impollinazione; è chimica nascosta tra i capelli e i peli del pube, e la donna è fatta come i fiori, emana un odore delizioso elaborato dalla Natura in milioni di anni di affinamento, che la sa lunga in materia d’amore. Invece noi no, la sappiamo breve: si deve appartenere alle masse, essere in linea con modelli deviati anche se tradizionali, eludere le evidenze tanto che per rendere il sesso più pulito e distante da quello che è, ci sono i profilattici alla frutta. Ben venga tutto, anche quello che non si comprende, ma quale sia il ruolo della fragola, della mela verde nel sesso invece della rosa, davvero non mi è chiaro. E li vendono perché qualcuno è disorientato tra tutti questi spot pubblicitari che fanno scultura, raccontando falsità pur di vendere prodotti di ogni sorta, e magari non riesce ad essere se stesso perché è vergogna, si conforma perché si è più evoluti, si è rotto, noi, con la catena evolutiva. Così si cerca di umanizzare il sesso invece dei nostri sentimenti, dei nostri comportamenti in contesti più interessanti e determinanti per noi e per il prossimo, al posto della nostra capacità di amare per ciò che davvero è l’amore, etichettando comportamenti che si discostano da quello medio del campione, non come insignificanti devianze in senso statistico quali sono, il che non implica connotati negativi, ma come devianze in senso sociologico: perversioni. Cosa c’è nel Sado Maso che non va bene? In cosa consiste la sua l’incompatibilità sociale? In che modo due persone adulte e consenzienti che lo praticano producono un danno? Perché una donna libera e promiscua è una puttana anche se non lo fa per denaro? Perché non ritorniamo ai bordelli per togliere i fiori dall’asfalto invece di pensare al nostro decoro? Perché, invece di professare una morale stantia, puzzolente e piccina che uccide, non si difendono i più deboli? Perché siamo indifferenti? Perché non tocca a noi.

Ho una grande ammirazione per le donne che sanno vivere a pieno la loro sessualità; spesso hanno il cuore grande.

La sessualità che la Natura ha programmato nei nostri geni e che si caratterizza tra le esperienze di vita, è svincolata dalle nostre costruzioni, dai nostri condizionamenti culturali, e quando si manifesta è sempre un atto d’amare in quanto espressione della Natura stessa; è una necessità fisiologica in cui l’intelligenza e la sensibilità servono solo al maggior piacere. Può essere vissuta come atto d’amare nell’ambito di una relazione convenzionale, se piace, o per soddisfare il mero piacere del sesso occasionale che alcuni che scelgono questo tipo di libertà si concedono. Può essere vissuta tra più persone, se fa godere di più. Può essere vissuta con dolcezza, secondo i modelli “romantici” suggeriti da una certa cinematografia al miele, o in modo rude, estremo, in qualsiasi maniera “diverso” se in una comune intesa gli orgasmi sono più intensi, nel gioco. Se non si configura in ogni caso un danno per nessuno. Sembra scontato, eppure continuo a trovare articoli di giornali, anche non scandalistici, che si “interessano” della sessualità altrui. Lei è gay. Quelli s’incontrano in quella casa. Lui sta nudo sulla spiaggia, perfino.

Oddio che noia la lentezza con la quale si capiscono le cose lasciando in dietro quello che abbiamo trovato e si pensava prima di pensare; che sonno, nei tempi infiniti che servono a vedere cose grandi e semplici, che viene, ed arrestare l’inerzia del vecchiume aprendosi al progresso. Per i tradizionalisti conservatori Internet è pericoloso, tanto che provano tardi a correre ai ripari. Questo profumo caldo di libertà, che dà noia. Questa rete che corre più della storia che una minoranza ottusa o interessata avrebbe voluto, a qualcuno dispiace.

Anche se sbagliassi e con il mio ragionamento fossi in errore, cioè l’amore nel sesso diverso dalla tradizionale relazione di coppia non esistesse, quello finalizzato al piacere meno vincolato, è una carenza così breve, così irrilevante soprattutto a fronte degli inferni di nauseante immoralità cui si assiste e che si deve tollerare.

Un Presidente che fa le feste con le ragazzine povere ma belle del nostro Sud, con tutti i suoi amici, in cambio di una vita decisamente migliore, si dice. Un sistema politico che costa un occhio a un paese fondato sul lavoro in cui i lavoratori non ce la fanno a tirare.

Una pubblicità che dire diseducativa è lodarla, che si permette di proporre alle casalinghe ignoranti prodotti e metodi che uno Stato civile dovrebbe vietare. Detersivi con erogatore a becco piegato perché sia possibile, finalmente! consumando mezza confezione di liquido inquinante che rallenta i processi anaerobici delle fosse biologiche, accedere e disinfettare a fondo ogni angolo interno del perimetro del w.c., illudendo le teste vuote che il livello di igienizzazione sia proporzionale alla quantità di detergente impiegato. Ho provato, perché non vorrei mai dire cose non vere: bastano tre gocce, i guanti e una spugna bagnata per pulire “a specchio”, come dicono loro, l’intero set di sanitari.

Ora siamo diventati malati d’igiene, si disinfetta tutto, per molti è diventato il loro più grande valore: la certezza del vero lindo. Non è più soltanto andare in giro freschi, profumati, con barba e capelli a posto, o vivere in una casa ordinata e pulita. Non basta, siamo più progrediti. Si deve vendere facendo leva sullo stordimento sparso che si arriva a proporre spruzzini di profumo da premere all’occorrenza sul cesso, perché soprattutto i bambini siano meno disturbati dall’odore della propria cacca; è una forma di evoluzione anche questa. I supermercati vestiti d’ipocrisia ambientalista ci usano come sistemi di riciclaggio al dettaglio dell’immane quantità di carta vuota che seminano per la città nelle cassette della posta, tutti zitti, impotenti, come se quella riciclata derivasse dall’acqua del mare, e così, con questa gentilezza, ci lusingano e ci fanno piacere. Il paese è allo sfascio con un sistema in cui la cultura è posta al margine dei nostri interessi e si diffonde la certezza che non valga studiare: l’idraulico guadagna più del ricercatore e la collaboratrice domestica, chiamiamola perbene, quanto l’insegnante che forma i bambini. Evviva il libero mercato, allora, l’abolizione dei minimi tariffari, la concorrenza scriteriata che ormai conta solo il prezzo. E gli italiani diventano sempre più poveri, sottomessi, tranne dieci di cui nove sono disonesti, l’altro è un politico o un banchiere, nel mentre i calciatori scioperano che se lo facessero a me non andrei più allo stadio per un decennio, per orgoglio, per offesa, coglierei la fortuita occasione per cambiare passione per sempre. Contano i soldi, le relazioni, l’astuzia e la palla nel buco, e siamo sull’orlo del precipizio per i divari che si accentuano sempre più che non sappiamo come cadremo, senza che neppure all’orizzonte ci sia di giustizia e cambiamento sostanziale alcun chiarore, perché forse, chi comanda, non lo vuole.

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6 thoughts on “Oddio che noia

  1. Odinokmouse, dopo la lettura del tuo post sono rimasto positivamente colpito dalle tue argomentazioni e aggiungo solo che nella breve vita di ogni Essere Umano/Animale ci vuole più Dignità e Rispetto reciproco. Saluti Mario

    • Già SuperMarios; basterebbe che considerassimo la vita degli altri alla stregua della nostra e che tutti prendessimo consapevolezza, quanto meno provassimo a cercarla; ma è la ricerca in sé che la porta. Apparteniamo al grande genere degli animali e siamo la forma più evoluta di due ordini di grandezza se volessimo parametrizzare, rispetto alla seconda specie in classifica. Non dovremmo mangiare carne; lo sappiamo che non è giusto mangiare una mucca, che ci somiglia troppo, che partorisce come noi. Consapevolezza di essere derivati dell’acqua che nel tempo ha perso in purezza. Siamo batteri invecchiati evolvendosi per un tempo incomprensibile e siamo l’universo di galassie per microrganismi che ci abitano, che coloniano la nostra pelle e che ci vivono dentro. Dimensionalmente siamo un universo in movimento per forme di vita primordiali e dovrebbe esserlo anche la nostra mente, capace di relativizzare l’io e valorizzare il prossimo e il mondo.

  2. Odinokmouse, queste frasi
    “Siamo batteri invecchiati evolvendosi per un tempo incomprensibile e siamo l’universo di galassie per microrganismi che ci abitano, che coloniano la nostra pelle e che ci vivono dentro. Dimensionalmente siamo un universo in movimento per forme di vita primordiali e dovrebbe esserlo anche la nostra mente, capace di relativizzare l’io e valorizzare il prossimo e il mondo.”
    mi riportano a quando, in giovane età, mi ponevo domande sull’esistenza universale e in parte sapevo o pensavo di sapere alcune risposte ma tu hai sintetizzato e aggiunto risposte a quelle domande, grazie … BuonViaggio e piacere di averti incontrato in questo percorso nell’infinito Universo

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