Se sei d’accordo

Qualcuno un giorno comincerà a vivere per me.
Quel giorno tanto lontano in questo giorno sembra così vicino, come se questi forse cinquant’anni, saltassero da prima a adesso senza che mi fossi mosso. Soffrirei per me, e in questo lento trascorso, un attimo un giorno balzerà, senza di tanto un po’ per essere stato di una diga un granello di quarzo o una molecola di cemento degli argini che contengono il fiume dell’amore che di questa stagione più che mai di tracimare è sull’orlo; vorrei saperci felici dietro la maschera del cuore, occulta, restando più a lungo che posso inerte a trattenere il respiro, se volesse parlami ancora in falsetto il mio mitico demiurgo. E perché ogni fibra del sentire soltanto a valle si versi e niente nelle infertili lande lungo il percorso si disperda, io resterei informe.

Se sei d’accordo.

Sempre generalizzando, c’è un bene che vorrei abbracciare che non ha odore e si mescola a volte col sogno; è inverno e la città fuori non la conosco. 400 amici a zero si guardano, così due mondi intenti a svelarsi anche senza parlare un fatto scontato: l’esistenza della luce e delle foglie nella stessa stanza, in quello stesso momento. L’uno davanti all’altra intrecciati e distanti prestarsi i pensieri e finire incartati sull’anima a sussurrarsi di quel bene sentito senza corpo a cui dare forma, sul punto di prendere in prestito il profumo dei capelli.

Guarda cosa sto per dirti che già sai prima di andare, guarda queste mani sottili rattrappite dal gelo che da due mesi a questa parte tirano sassi alla tenace lastra del tuo mare, guardale da vicino, per una volta con lo sguardo più caldo che hai, perché sono le tue in lotta per salvarti da una qualsiasi altra vicenda della vita: per un tesoro di bellezza quale sei, non avrei che un labirinto molto semplice di pace, dove potersi perdere se serva.

Nicolò, io con Samuela ci ho provato, mi sono così messo in palese quanto assurda concorrenza, ma non sta andando bene, mentre te ti vedo parecchio avanti. Non fa che farti apprezzamenti.

Però, se ti piace anche a te, si son belle fatte le nozze!

Se siete tutti per la quale si festeggia subito: io linko un po’ di musica poi mi vado a ammazzare, ma anche voi linkate, il genere lo sceglie la sposa. Ci vuole il prete.
Chi lo fa il prete?
Lo vuoi fare te, Mario?
A Emanuele invece, che ha visto tutto e che è già vestito a modino, gli si fa fare il testimone.

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