Massaggiatrici e Maestri

Siamo una società fondata sul denaro, in cui guadagna chi produce ciò che la comunità riconosce come benessere, e allora un idraulico o una massaggiatrice ha più probabilità di guadagnare meglio di un insegnante delle scuole elementari, e non c’è da sorprendersi se certe anomalie o ingiustizie consolidate, contribuiscono a generarne altre. Non per essere ancora quello che traduce la vita in moneta perché non sono io a farlo, ma è così che finisce se si adotta indiscriminatamente il criterio del libero mercato. Altrimenti perché siamo a chiederci se vogliamo privatizzarla, meglio commercializzarla, in forma liquida, la vita? Che domande sono queste? Non ho ancora avuto modo di scoprire cosa un quesito apparentemente retorico, direi quasi impertinente, cela; se qualcuno avesse cash qualche link di chiarimento da propormi, mi farebbe cosa gradita.
Non so se l’insegnamento sia una missione, come si dice; per me è stato un lavoro da svolgere bene e forse la mia più grande soddisfazione. Pensa tu un Maestro, consapevole di esercitare in un sistema che svaluta il suo contributo al benessere rilasciato quotidianamente sotto forma di essenza di progresso, il più grande dei contributi già che sta con i bambini, ci forma, cosa deve provare; abbiamo i valori sballati, lo dico sempre. E’ un sistema capace di riconoscere il sacrosanto merito del rischio d’impresa e non quelli relativi alla nostra formazione, al nostro essere, per esempio. Siamo, al solito, una civiltà strana. Non difendo chi insegna a sbadigliare e produce danni umani perché povero di spirito, certo, ma chi lo fa nella consapevolezza del vero significato del proprio ruolo e mensilmente deve incassare quanto poco sia apprezzato. Era una considerazione da fare.
Una delle scoperte più interessanti che mi ha lasciato il viaggio nel Wolaita (Etiopia) di cui avrei voluto parlare, ospite di una comunità di bambini sottratti della strada, è stata riconoscere quanto siano malleabili, sensibili al dialogo e al carisma del Maestro per indole, e riconducibili allora ad un’esistenza dignitosa. Picchiati dalla polizia, dai negozianti, abbandonati dalla famiglia, malati e feriti, alcuni, per anni, non parlano. Ma al Centro regnano regole ferree, scuola, fiducia e responsabilizzazione, con impressionanti successi. E mi sono tornati alla mente tanti dei nostri piccoli mostrilli di disturbo e antipatia, con permesso, principini spadroneggianti, interrompenti, urlanti bizze sguinzagliati, che non sanno come si ruba un portafogli per vivere. In un caso estremo ho dovuto interrompere un’amicizia nascente, immaginatevi voi, tale era il fastidio e la rabbia per un simile scempio compiuto dai genitori, in nome forse di una vitale esuberanza che si crede bella nei bambini in qualsiasi manifestazione. Circola anche voce che l’insegnamento sia reso frustrante e difficoltoso dall’azione deleteria svolta da genitori stracolmi d’ignoranza e presunzione, zolfo e clorato di potassio, una miscela esplosiva, che non si peritano a contrastare l’autorità del Maestro, raccontano alcuni operatori del settore. E il prodotto che vedo scorrazzare in giro, spesso, purtroppo, è allarmante.

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