Soluzioni hardware

Scrivo con il mio nuovo laptop TOSHIBA Satellite i5 dual core da 2.3 milioni di battiti al secondo) per confessarti che il mio goffo tentativo di salvare il vecchio computer, è faticosamente fallito. Ma anche allegramente. Ho desistito in seguito a una conversazione telefonica salvifica con l’ennesimo venditore di avanzi di magazzino di hardware obsoleto, rinvenuto anch’egli come gli altri su Ebay, che pur mostrandosi disponibile a recapitarmi il materiale per l’ultimo tentativo, mi ha illuminato aprendomi il suo mono core: “Glielo chiedo contro i miei interessi: ma lei, lo fa per soddisfazione?” Un po’ l’avrei ammazzato, amandolo per la zavorra di cui mi liberava.
Esagerando un po’, avevo accumulato in un angolo della mia monostanza una discreta catasta di schede elettroniche primitive, e appena arrivava per corriere un pezzo di ricambio che ogni volta ero pressoché certo fosse quello giusto, il componente da sostituire a quello guasto, mi armavo di cacciavite a stella, sventravo e riventravo ogni periferica, in un altalenarsi di frenetico ottimismo e sconforto frenante. Un discorso, a dirsi.
Sono un po’ mancato dal tuo blog e mi siete mancati; ho preso un incarico che mi ha colto alla sprovvista di mezzi hardware e software, come avevo raccontato, e sono venuti temporaneamente meno il tempo e l’entusiasmo, perché si scrive per piacere quando è possibile. Per il mio cliente è stato come se il dentista lo facesse accomodare nella sala d’attesa senza dirgli che il giorno prima il suo studio nella stanza accanto si era incendiato, e dopo aver aperto tutte le finestre per non fargli sentir troppo la puzza di bruciato, si attaccasse al telefono a cercare un collega limitrofo disposto a prestargli tempestivamente un baldacchino con poltrona e trapani per curargli il dente, e mentre il paziente aspetta frettoloso, il medico, tra una telefonata e l’altra, tentasse di riparare i suoi strumenti nello sgabuzzino.
E’ morto così, un coccolone improvviso, sebbene negli ultimi giorni della sua vita tardasse a svegliarsi.
Ti dirò di più: non faccio il dentista da parecchi anni, bensì l’ortopeduncolo, e prendere dimestichezza con le novità del settore, nonché recuperare manualità operativa, ha comportato un’ulteriore perdita di tempo, tra forum, articoli di aggiornamento in inglese e download di software al alto rischio virale, perché la pregiata Committenza non riconosce, nel compenso, il suo valore. Sono state due settimane di mancanze, inefficienze, indisponibilità, asincronie, concomitanze di grane che hanno spinto la Luna, a momenti, nei pressi dello scorpione. Ho lavorato sabati e domeniche, spesso fino a tarda notte per recuperare il tempo occorso, tra le altre cose, a scegliere il nuovo computer per cui mi sono dovuto un minimo documentare, già che avevo perso completamente i contatti con l’hardware; poi ho dovuto configurare prima quello in prestito, e quello definitivo, poi. Mica ho il CED, io?

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