L’errore rimediabile di Schettino: “Ho fatto un guaio”

Se fossi ai vertici di Costa Crociere non credo dormirei sonni tranquilli. Avrei l’inquietante avvisaglia a tenermi sveglio che i miei tentativi di fuorviare le opinioni dalla reale sostanza della vicenda, ponendo come elementi a discolpa dell’armatore che rappresento e dunque a scagionarmi dalle mie responsabilità nel disastro, il rigore nell’essere ottemperante a leggi, certificazioni e regolamenti in materia di sicurezza e l’impegno profuso dalla compagnia nel severo addestramento tecnico del personale di bordo, comandanti compresi, fossero argomenti retorici, copincollati dalla prassi ai media e di scarsa valenza e capacità persuasiva. Avrei quella tremenda sensazione di sconforto che può provarsi dopo aver fatto un discorso formale che dice qualcosa di meno di come si conviene rivelando altro, di aver eluso l’essenza della questione e di essermi causato un danno dimenticando qualcosa e qualcuno alla conferenza stampa, come gli abitanti del Giglio e tutti gli Italiani che ne hanno sofferto: “…questo tragico incidente che ha colpito i nostri ospiti, il nostro equipaggio, i nostri dipendenti e una delle nostre navi.” Avrei come il dubbio di aver dato troppa enfasi al “nostro” e nessuna agli altri, nonché eccessivo rilievo al mio proclamarmi non responsabile scaricando tutta la colpa sul Comandante in modo eroico quanto è stato il suo, ma forse sarebbe solo un’impressione.

Non sarei così sicuro, se fossi Foschi, che all’onda mediatica di dolorosa indignazione e derisione infrantasi spumeggiando sul Comandante Schettino, non ne faccia seguito un’altra più ritta e lucida che avanza silenziosamente verso di me, in cui si specchiano altri volti consapevoli e più profondamente responsabili del tragico incidente, e se riuscissi tuttavia ad addormentarmi perché sarei abituato ad assumermi responsabilità, avrei forse incubi di mostri più grandi delle mie navi che per questioni d’affari s’impongono sullo skyline di una Venezia incupita fregandosene di non essere graditi, urlanti non solo che non potevo non essere a conoscenza che la mia flotta di bombe ambientali effettuava sistematicamente invadenti ed evidentemente rischiose “manovre pubblicitarie” per il sollazzo dei propri clienti ai danni di coloro che a terra non lo erano, mettendo così a repentaglio sia vite umane che il patrimonio artistico e ambientale di tutti, ma urlanti anche che questa era la mia determinazione. Il mio modo rampante di vincere sul mercato con qualsiasi mezzo non diverso da quello dei miei concorrenti, da quello che si è instaurato in molti ambiti come parte sostanziale della nostra cultura ed economia povere di coscienza. Altro che i forse 30 metri o secondi di errore del Comandante Schettino! di cui non si è detto ancora abbastanza: è andato a scogli e pare abbia abbandonato il transatlantico con parte del suo carico umano, come fosse scivolato dallo specchio di poppa di una barca da diporto in un canotto, ma non si è detto che ha compiuto un altro spaventoso sbaglio affermando alla radio di “aver fatto un guaio”, senza usare il soggetto al plurale. L’unico dei suoi errori paurosamente rimediabile, che sta cominciando a rimediare.

Mi preoccuperei a pensare che un conto è un naufragio in alto mare, in cui il comandante per negligenza o errore di rotta affonda la propria nave contro uno scoglio, oppure un disastro aereo al decollo in cui si cercano altri responsabili oltre il pilota tra i possibili difetti costruttivi, tra le procedure di manutenzione dei componenti e l’efficienza degli strumenti, e un conto è il contesto di squallore ideologico e umano che sta emergendo di giorno in giorno dalle parti sommerse dell’incidente della Costa Crociere, che prima ordina ai propri comandanti da lei scelti e addestrati di eseguire manovre pericolose per la vita dei propri passeggeri, per l’ambiente e per l’immagine dell’Italia al fine d’incrementare le proprie vendite, racconta Schettino stavolta credibilmente, e poi non esita ad abbandonarli in mare con il peso di tutta la responsabilità, sostenendo con irritante ipocrisia che sia giunta l’ora di togliere loro il potere assoluto, pensando che l’opinione pubblica non la colga e non ne resti inorridita.

Articolo si Repubblica

Conferenza stampa Costa Crociere

Annunci

26 thoughts on “L’errore rimediabile di Schettino: “Ho fatto un guaio”

  1. Non ho seguito la vicenda nei dettagli, ne seguo gia’ fin troppe e questa mi sembrava riproporre purtroppo gli stessi e soliti schemi …credo che dormano sonni tranquilli G. perché sanno che la verita’ non la cerca nessuno,basterà trovare qualcuno a cui attribuire le colpe,misere colpe,rispetto a quelle reali e tutti dormiranno tranquilli.Perdona il mio cinismo, ma oggi sono stanca e demotivata, mi sembra di ascoltare lo stesso disco in diverse versioni…ma tu ne parli con dovizia e fai bene…magari mi informero’ domani e tornero’ qui a parlarne con te. Buonanotte.

  2. Lo so Egle; dormono serenamente ma in qualche rarissimo caso le inchieste prendono strade insolite che li sorprendono nel sonno generando eccezioni e provocando in questi uno stato di motivata apprensione. Nella drammatica vicenda del naufragio della Costa Concordia non può certo dirsi che l’unico colpevole individuato dall’opinione pubblica non abbia fatto tutto il possibile per assumersi in quelle ore cruciali il ruolo di capro espiatorio, meritandosi tutto il disprezzo e la responsabilità, da sacrificare rendendo indenne il Potere non presente a bordo ma profondamente coinvolto se fosse domostrato che tollerava o addirittura richiedeva ai comandanti di compiere manovre a rischio disastro per fini pubblicitari. Mi sembrerebbe assai più grave dell’ammontare degli errori, delle incertezze, delle bugie, e del disonore di Schettino. Se così fosse cambierebbe radicalmente, secondo la mia sensibilità ed etica, il quadro delle responsabilità portando ad una ripartizione più equa.
    C’è una prassi di leggerezza consolidata che non consente più di avere l’adeguata percezione delle immani responsabilità che si hanno al comando di una nave, ma anche di una compagnia di navigazione, osservo io, e ciò che mi ha portato a manifestare le mie considerazioni intorno alla vicenda è proprio il fatto di non aver letto nient’altro che di sassi tirati al bersaglio più vicino e facile.
    Non prendo le difese del mio “”macrocollega””, non fraintendermi, ma mi chiedo sin dal giorno di quel singolare quanto assurdo naufragio, se forse non sia lui il primo responsabile. Se, in ipotesi, emergesse che l’armatore davvero imponeva ai comandanti di compiere manovre analoghe e quella, allora l’incidente provocato da Schettino andrebbe inquadrato in un panorama assai più vasto di responsabilità più gravi, in cui qualcuno disponeva che quella condizione di pericolo si perpetuasse. E per quali futili motivi?

  3. “Macrocollega”? Ma sei un “armatore”? Vabbè sto invadendo troppo…ma mi hai incuriosito…
    Credo che le responsabilità siano diverse e gestite a livello diverso…A livello teorico se c’è stata negligenza da parte del comandante ( e pare di si), lo stesso dovrà affrontare le conseguenze del suo mancato soccorso e via dicendo…Poi , io credo , ma non conosco la normativa in merito, che questa pessima abitudine di avvicinarsi così tanto alla costa e alla terraferma non ha ragione di esistere….a quale scopo, domando io, a scopo pubblicitario? Sinceramente se dovessi vedere una nave vicina mentre sto passeggiando sul lungo mare, penserei che mi sta deturpando il paesaggio naturale e probabilmente non mi ricorderei neppure a quale compagnia appartiene…ma forse io nn faccio testo, non so. Mi pare , però che in altri stati europei , questa pratica non sia ammessa….quindi cambiamola….

  4. Ma no Egle! 🙂
    Non sono armatore, io. Magaaari…. se ero armatore….
    Il macrocollega cui mi riferivo sarebbe Schettino; macrocollega in quanto io sono Comandante di imbarcazioni di diporto :D, cioè di lunghezza massima non superiore a 24 metri 😦 sebbene il mio grado effettivo in navigazione sia “Ufficiale di Rotta”, ma pensavo lo sapessi. Sono quello che si preoccupava – è corretto usare il passato – tra le varie questioni inerenti la rotta e la sicurezza della navigazione, che la barca non andasse a scogli perché….affonda, cola a picco :); sarà forse per questo che mi sono interessato più di te a questo fattaccio di cronaca.
    Siamo in molti a trovare fastidioso il passaggio sotto costa di transatlantici, ma basta siano in due o tre a trovarlo attraente che allora degli altri, chissenefrega! Un po’ come la pubblicità in cassetta dei supermercati; costa così poco produrla e distribuirla che anche se interessa un solo destinatario su cento, ne vale comunque la pena.

  5. E no, infatti non finirà qua. Puo’ essere che Costa Crociere esca indenne legalmente, ma certamente a lungo avrà un’onta che non potrà lavare solo addossando l’intera responsabilità dell’accaduto sul comandante. Non è che perché uno sbaglia che altri non possano aver commesso errori, in tragedie così grosse la responsabilità non puo’ mai essere di una persona sola.

  6. Già, Wolf. Infatti vengono a galla altre responsabilità ed era quello che attendevo infastidito dal linciaggio del solo Comandante Schettino, che al trascorrere dei giorni sembra sempre meglio rappresentare la sua compagnia di navigazione. Trovo che la tragedia della Costa Concordia sia emblematica di quella italiana più di altre e questa analogia si è ben prestata alla satira impietosa in tutto il mondo. Se le nostre scelte continueranno a essere pilotate dalla smania di trarre il massimo profitto economico, siamo tutti destinati al naufragio.

  7. E’ il pomeriggio di sabato 14, e Schettino, in attesa di conoscere il proprio destino, è seduto in una delle due sale della caserma dei Carabinieri ad Orbetello. Non lo sa ma i magistrati hanno riempito quella stanza di cimici, così da poter ascoltare i suoi sfoghi con quanti, dal vivo o via telefono, lo contattano. Le trascrizioni di queste intercettazioni ambientali sono forse il documento più importante contenuto negli atti dell’indagine. Perché chiariscono almeno due dettagli fondamentali. Il primo: Schettino fu insistentemente “pregato” di fare quell’inchino, da un non meglio precisato “manager”.

    Al posto mio qualcun altro non sarebbe stato così benevolo a passare lì sotto, perché mi hanno rotto il cazzo, passa, passa di là, passa di là, la secca c’era ma non era stata segnalata dagli strumenti che avevo e ci sono passato (…) Per dar retta al manager, passa là, passa da lì, passa da lì….

    Agli atti ci sono anche numerosi interrogatori. Tra questi, quello di Mario Terenzio Palombo che confessa ai magistrati: gli inchini venivano concordati tra Costa Crociere e Capitaneria di Porto.

  8. E’ stata una tragedia assurda che sta sempre piu’ assumendo contorni grotteschi, dall’inchino, alComandante che ha paura dei buio e che scivola per puro caso dentro la scialuppa.
    C’è la telefonata registrata, è vero, ma ormai il “sono stato frainteso” ha fatto scuola.

    • Ciao happysummers e benvenuta. 🙂 Quello che volevo significare è la relatività delle evidenti responsabilità di Schettino, in un panorama più ampio, se l’armatore esercitava pressioni, come ho sospettato sin dal giorno dell’incidente e sembra emergere dalle indagini, affinché i comandanti facessero manovre a rischio di naufragio, per motivi pubblicitari. Gli errori tecnici, le mediocrità a bordo, l’inadeguatezza dei protagonisti nella circostanza dell’incidente, scelti e preparati dall’armatore, apparirebbero allora marginali rispetto agli errori e all’inadeguatezza delle determinazioni aziendali. In termini diversi, sarebbe come se una compagnia di autobus da turismo chiedesse o imponesse ai suoi conducenti di non rallentare in curva per ridurre le spese dei freni, e la volta che uno di questi sbanda valutando male il rapporto forza centrufuga/aderenza, facendo un disastro, sostenesse che è lui l’unico responsabile dei morti. Sarebbe un po’ comodo, no?

  9. Questa é una faccenda che on può e non deve risolversi solo con il “crucefigge” del comandante. E’ ero, si é rivelato una nullità, un cialtrone della più bell’acqua, ma nulla mi vieta di pensare alle antiche connivenze della sua società armatrice. Non cedo proprio che si possa addossare questa enorme colpa solo ad uno solo o al pugno d’uomini che si trovavano in plancia. Ho seguito abbastanza e moi sono posto molte domande (Nnn son uomo di mare, lo dichiaro subito e quindi parlo per l acuriosità che metto nelle cose che non conosco ala perfezione, ma che mi piacerebbe conoscere e al meglio. Un minimo di interesse l’ho sviluppato e olre all’azzardo dell manovra fatta in poche braccia d’aqua con un bestione da 100.000 tn (Come guidare a 200kmh in centro città, mi pare) come mai il comandante abbandona la nave subito o quasi? Chi voleva nascondere o cosa doveva nascondere agli occhi dei più, ad esempio? Perchè non ha avuto uno scatto d’orgoglio ed é ritornato? Perché parla come se fosse in piazza, che tutti sentano, quando si sa che in una caserma di polizia e carabinieri, la prima cosa é quella di essere messo in una stanza piena di “cimici”?
    Occorre andare fino in fondo e chi ha sbagliato nel fare e nel non controllare paghi per l’intero il suo debito. Con noi e con la sua coscenza.

  10. Grazie e benvenuto quellidel54.

    Non mi pare che la classe dirigente chiamata a rispondere della vicenda stia dimostrando qualità umane e intellettuali significativamente migliori di quelle attribuite al Comandante Schettino, beffeggiato globalmente. L’amministratore delegato di Costa Crociere ha affermato che siano normale consuetudine gli avvicinamenti alla costa nella navigazione turistica e che non sussiste una condizione di maggior pericolo se le manovre di accostamento vengono eseguite in assenza di errori e che dunque è tutta colpa di Schettino. Ha persino portato l’esempio che lascia basiti, dell’arrivo e della partenza dai porti!

    Quasi non distinguesse la differenza tra manovre necessarie, come sono il decollo e l’atterraggio per un aereo, eseguite in uno spazio di mare attrezzato e conosciuto, regolamentato e dotato di specifici canali di entra e uscita e opportune segnalazioni IALA per quella delicata funzione. Non c’è bisogno di essere marinai navigati per capire che il coefficiente di rischio nella navigazione, tra i tanti parametri, è comunque inversamente proporzionale alla distanza del mostro dalla costa, con variazione esponenziale. E direttamente alle sue dimensioni.

    Sarebbe come se un Airbus A 380 in volo da Nairobi a Londra transitasse su Pisa scendendo a quota 300 m.s.l.m. e facesse un giro intorno alla torre, paradossalmente, ma neanche tanto.

    Normale consuetudine in effetti è vero; le testimonianze sono contraddittorie ma “pare” che il sistema Ais per il controllo della sicurezza marittima abbia rilevato 52 inchini all’anno della Costa Concordia all’isola del Giglio:
    http://www.repubblica.it/cronaca/2012/01/17/news/inchini-28311018/?ref=HREA-1

    Ma i dirigenti non ne sapevano nulla pur sostenendo che gli accostamenti turistici siano prassi.
    Vediamo cosa le indagini confermeranno.

    Mi ha fatto piacere tu abbia apprezzato la diversa struttura del mio blog che sto collaudando 🙂

  11. Personalmente, io non giudico né condanno Schettino per l’incidente, è capitato, forse poteva essere evitato ma con i forse non si fa sa Storia. Provo pietà (e anche disprezzo, lo ammetto) per il suo comportamento dopo l’incidente, per la sua fuga precipitosa, per aver abbandonato i passeggeri sulla nave.

    • Happysummer, provo pietà per le persone che sulla Costa concordia hanno finito di vivere non per un errore umano, ma per l’imbecillità di qualcuno e probabilmente per gli interessi di qualcun’altro. E rabbia verso quest’ultimi, se così fosse, che sanno di essere coresponsabili con Schettino e che, forse, la faranno franca.

    • Grazie per la segnalazione, ma la pagina mi risulta correttamente caricata con Crome, Firefox e IE. Se il problema dovesse persistere, mi daresti qualche dettaglio sulla sua consistenza, per favore? Trovo splendidi i tuoi avatar ma questo, tra il gesto, il taglio, il vestito giallo e le fragole rosse, si annovera tra i più belli ed eleganti mai visti. Ha un che di “canoviano” 😀

  12. Ciao!
    Nemmeno io ho seguito la vicenda più di tanto, ne so qualcosa di più ora, dopo aver letto il post.
    Una cosa mi domando:
    su un palazzo/villaggio turistico che si affida al mare non si sa a che scopo, valgono le stesse regole etiche che valgono sulle vere imbarcazioni, di diporto o non? Schettino è un Comandante o il direttore di un parco divertimenti? Come fa la Costa crociere a pensare di cavarsela addossando la colpa a un uomo, sia pur imbecille? Peggiora la sua posizione, e ben le sta. Niente potrà risarcire le vite di quei poveretti e dei loro cari, ma si può fare in modo che non ce ne siano altri per gli stessi motivi? spero.

    Non so come, ma finalmente son riuscita ad entrare (Tempo fa c’era una pagina diversa)

  13. Ciao Lillopercaso! 🙂
    Il post non vuole informare sulla vicenda ma esprime una riflessione sulle possibili responsabilità che le indagini accerteranno ma che i media, l’opinione pubblica e soprattutto i vertici di Costa Crociere hanno già attribuito. Colpa si Schettino. Tutta sua. E giù botte solo a lui! Per carità; sarei certo sceso da quella nave per ultimo. Il Comandante di una piccola barca da diporto ha in affidamento delle sei/otto vite umane che sono a bordo con responsabilità analoghe a quelle di chi è al comando di una nave; cambia solo il numero delle persone. Schettino comanda tutti, e decide, consultatosi con i suoi ufficiali direttore del parco divertimenti compreso, in modo simile a come ci si consulta a bordo delle piccole imbarcazioni, riconoscendo le rispettive mansioni e competenze.
    Si possono ridurre gli incidenti se siamo educati alla responsabilità e non lasciamo sia il profitto a condurre le scelte che prendiamo fuori da normative, leggi e regolamenti.
    Quanto allo scopo del girovagare per mare ti dico la mia nel prossimo post 🙂

    Se questo blog presenta ancora difficoltà di accesso, mi spiegate meglio per favore? A me non risulta.

  14. Oggi il blog si presenta migliore, cioè riesco a vederne una parte, ma manca la parte sinistra e la colonna a destra appare sfalsata, con righe sovrapposte. Comunque questo pos si vede perfettamente.
    Grazie per i compliment per l’avatar… In effetti vorrei cambiare quello che ho attualmente, mi ha un po’ stancato.

  15. Il risultato resta comunque: che tante persone non avranno una tomba e sono svanite chissà dove, inghiottite dal mare, tra cui la piccola bambina e suo padre; penso all’orrore che avranno provato negli ultimi istanti di vita.
    Io, a quel grande bestione preferisco una piccola barca.
    Grazie per aver scritto una cosa diversa da quello che dicono i telegiornali, la tua è una prospettiva più ampia.
    Immaginavo che tu fosse un uomo di mare da uno dei tuoi racconti che ho letto poco tempo fa. Sono stati i dettagli e i particolari del racconto a rivelarmelo. E grazie di essere passato da me. A presto !

  16. Anche io provo a immaginare quello che hanno vissuto le persone davanti alla morte per rendermi conto di cosa è stato; non si può che fare giustizia sperando sia distribuita in modo equo, con un ottica di breve lunghezza focale e non con un teleobiettivo.
    E anche io mi sono chiesto cosa ci sia di attraente.
    Uomo di mare è davvere eccessivo per me, Carmen, grazie dei complimenti e a presto.

  17. Come sempre, c’è stato un capro espiatorio per tutto, di fronte all’opinione pubblica. Colpevole sì, ma davvero hai ragione, bisogna cercare e colpire ogni responsabile di questa vicenda. Come in altri casi. Mi ha dapprima divertito e poi infastidito tutto quello di tragicomico è uscito su Schettino, fotomontaggi e barzellette. Sì, sulle prime. Ma poi, davvero è un crudele linciaggio contro un essere umano. Coglione, cagasotto e colpevole per la sua parte, senz’altro, ma un essere umano.

    • Mi ha più infastidito che divertito il linciaggio di Schettino al quale hanno partecipato tutti in maniera assai tribale. E’ in quel fastidio che ho trovato l’ispirazione per chiedermi se fosse davvero tutta sua la colpa che gli abbiamo dato, osservando il disastro da una distanza maggiore; di fatto ormai gli uomini subiscono due sentenze e due condanne: quella mediatica e quella giuridica e facilmente la prima è squilibrata. Ciao dididonna, benvenuta.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...