l’orad’aria

Un lago era d’aria e sopra assenza,
fondo limoso, lava.
Graffi di uccelli inesplose meteore contro il muro di cielo che
mancava.
Piatto di ferro saldato al sole a fiamma
e la via curva,
coincidente con il percorso della totalità.

L’ora non c’era.

Bassa frequenza di una lunga corda rilasciata sarà sisma,
decollo di un volo o tuono che risuona il sonno.

L’aria si alza e viene l’ora.

Affonda la lava,
d’acqua il lago d’aria si fa per condensa.
Fonde il cordone l’onda alla circonferenza e scivolano
la luna sul sole, gli uccelli sul celeste.

L’ora è per aria.

Isotropico il flusso dell’amore lucido ordina strati spostati di esistenza.

Si specchia su corpi neri lasciandoli gelidi.
Sul volto non muove ombre
non cola cera
non fa fumo una candela al centro di un angolo solido.

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Presepio intimo

Io vorrei darti un bacio

in un angolo umido della terra

che sappia di muschio e rugiada,

dove dentro tutto scorre un fiume

per me alla sorgente

pieno di montagna.

Vorrei entrare,

sotto gli occhi di Dio,

nel tuo presepio mediterraneo.

Se sono, passo

aliti di gelo
mescolano foglie
su esili caviglie
anima di stagno, reggi.
dall’odore di pantaloni, di maglie, di corpi,
a levarti,
se sono,
passo.

di carburante cani rognosi, bagno,
chi ti isola dal giorno io non disperdo, incendio.
l’indifferenza intendo fondere sull’asfalto,
per la tua bituminosa pelle, per le tue screpolature rugginose,
carogne circondo di cemento.
con l’arco voltaico la sfera di ferro che ti hanno serrato addosso,
se passo,
taglio.

salda tieniti il corpo,
per te, se non sono, divento.